Eredità tecnologica. Come gestirla?

In uno dei post precedenti https://biancalba.wordpress.com/2013/12/25/io-che-non-sono-una-hipster-ma-odio-la-tecnologia-a-tutti-i-costi-vi-spiego-perche/, qualche giorno fa, avevo tentato di esprimere la mia visione riguardo al progresso tecnologico in rapidissima ascesa di questi tempi.

Scegliere la posizione giusta non è facile per chi si ritrova, come dicevo, a metà tra la nostalgia dei genitori nati nei fifties e il futurismo delle generazioni nate già nell’era del touch. Non è facile per chi, come me, è nato negli anni ’80, è cresciuto in un contesto particolarmente nostalgico e poco avvezzo all’uso di internet e magari studia anche lettere antiche!

E’ un tema caldo perché siamo ad un giro di boa in cui si parla anche di riformare la scuola, tra le altre cose. In ogni riforma che si rispetti, c’è sempre da eliminare qualcosa e mantenerne un’altra. Bene, ma quale? Il discorso è complicato e un po’ di spunti interessanti sembrano profilarsi all’orizzonte.

E’ di questi ultimi giorni, ad esempio, la proposta di un decreto che potrebbe prevedere una detrazione fiscale per quanti “si ostinano” a voler comprare libri veri, corrispondenti ad un codice ISBN, cartacei, per intenderci, e non ebook. Così per non scoraggiare ulteriormente i pochi strenui amanti del libro, per salvare piccole librerie e solitarie o neonate case editrici, in pratica, ci sarebbe la possibilità di conservare lo scontrino e scaricare la somma spesa. E’ solo una buona proposta, ma resta ancora tanto da ridefinire, ad esempio come comportarsi con i libri in seconda mano, giacché anche quelli hanno un codice ISBN…

Dunque, cosa conservare e cosa no, dicevamo.

Vorrei, a questo punto, buttare sul tavolo del dibattito, da me sempre auspicato, la posizione di due voci autorevoli: Umberto Eco e Martin Scorsese.

Rispettivamente semiologo e regista cinematografico, di fama mondiale entrambi, che, interrogati sul tema della tecnologia da lasciare in eredità alle generazioni futurehanno risposto ciascuno secondo il proprio campo di interesse. Come dovrebbero comportarsi, secondo loro, i giovani? Il primo si rivolge al nipote, il secondo alla figlia, perciò non possono che essere dei buoni consigli dai quali trarre spunto.

Ve li ripropongo qui per chi se li fosse persi. Queste due lettere infatti (per chi le volesse leggere sulla carta stampata!) sono state pubblicate da L’Espresso, insieme a quelle di altri uomini ugualmente autorevoli.

http://espresso.repubblica.it/visioni/2014/01/03/news/umberto-eco-caro-nipote-studia-a-memoria-1.147715

http://espresso.repubblica.it/visioni/2014/01/02/news/cinema-accendi-la-luce-che-e-in-te-1.147498

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