Chi odia chi?!

Questo sarà un argomento tutt’altro che facile da dipanare, tuttavia devo provarci o rischio di implodere.

Negli ultimi tempi mi sono più volte ritrovata tra parenti, amici e conoscenti a parlare di questioni gender oriented, chiamiamole così, ed ho trovato strano che qualcuno si stupisca ancora, nel XXI secolo, quando si tira in ballo la parola “femminismo”. Peggio ancora quando a stupirsene sono gli omosessuali, verso i quali nutro un profondo rispetto e totale apertura mentale. Credo che dovrebbero essere loro i primi a non volere etichette, invece si ritrovano a ghettizzarsi volontariamente in “gay-street” e a scagliarsi contro quelle donne che vorrebbero parità e diritti inalienabili riconosciuti a tutti (loro compresi).

Come se ormai “uomini che odiano le donne” non bastasse più, si è passati a “omosessuali che odiano le donne”. Ma questo è un altro discorso, magari ci torneremo, per il momento, riprendiamo la matassa precedente: si parlava di femminismo.

Usando una parola simile però potrei essere facilmente fraintesa e potrei perfino rischiare il linciaggio perciò diciamo piuttosto che il mio vuole essere un discorso a favore delle donne (o almeno mi auguro di riuscirci).

Era da un po’ che pensavo ad un post simile, e adesso un paio di episodi mi costringono a scriverlo. Negli ultimi due giorni, infatti, è capitato non solo l’ennesimo caso di violenza di un fidanzato verso la propria compagna (attualmente in coma), ma anche l’ennesimo atto di volgarità gratuita da parte di un uomo verso una donna.

E non un uomo e una donna qualsiasi… Caso vuole che la donna sia anche una delle più alte e rispettabili cariche istituzionali, la presidente della camera dei Deputati alias Laura Boldrini. E’ stata chiamata in causa da un attivista del M5S e citata poi sul blog del movimento, non capisco bene a che scopo se non per quello, fine a se stesso, di creare un po’ di scalpore (se era questo ciò che volevano, effettivamente ci siamo cascati tutti).

Quello che vorrei qui affrontare però non è né la discutibile iniziativa dell’attivista, né la discutibile scelta di Beppe Grillo di postarla sul blog del M5S, quanto piuttosto l’infelice uscita dell’uomo, di cui parlavo sopra, il quale avrebbe compiuto l’atto di volgarità gratuita che pure c’è stato, sebbene sia stato cancellato (aggiungerei che, a quel punto, avrebbero dovuto cancellare proprio tutti i commenti, tanto erano offensivi). Mi riferisco cioè ad una particolare risposta data alla domanda di Beppe Grillo “e voi cosa fareste se vi ritrovaste Laura Boldrini in macchina?” (domanda già di per sé tendenziosa, ma transeat! Mi sforzo di prenderla come un velato e malriuscito complimento al fascino indiscutibile della Boldrini).

Sul blog, uno sgrammaticato e impreciso Claudio Messora risponde: “cara Laura, volevo tranquillizzarti.. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, …tu non corri nessun rischio!”. Cafone, maleducato e sgarbato, non dico altro. Ma vorrei ricordare che lo sgrammaticato e impreciso Messora è il responsabile della comunicazione del movimento presso il senato.

Resto impietrita davanti a tutte queste contraddizioni: quella di chi dimostra di dimenticare le regole base della grammatica italiana, ma gestisce la comunicazione di un partito politico e quella (ben più grave e dolorosa, verso la quale non riesco ad esprimere altro se non profonda compassione) di chi manda in coma la propria compagna a furia di botte, ma perché era convinto di dimostrare così tutto il suo amore… Mi pervade un forte senso di avvilimento realizzando quanto imperfetto sia l’essere umano, quanto fallace e, soprattutto, contraddittorio.

Contemporaneamente però inizio a capire perché la società va evolvendosi verso nuovi parametri, verso nuovi orizzonti, non per forza rosei… Ossia “donne che rischiano di iniziare ad odiare gli uomini”. Ecco, forse adesso sono ad un buon punto, forse ho trovato il bandolo!

Perché miei cari “uomini che odiano le donne”, non è che ci si improvvisi femministe dall’oggi al domani… Vorrei farvi capire che non abbiamo nessuna voglia di venire ad abitare sul pianeta Marte perché Venere ci va benissimo. Non vogliamo rubarvi niente che vi appartenga, ma vogliamo semplicemente riconosciuto ciò che ci spetta. Non abbiamo squilibri ormonali androgini, ma solo sbalzi d’umore per questioni chiaramente fisiologiche. E non odiamo gli uomini come potete pensare voi, anzi vi ammiriamo forse così tanto che vorremmo essere non uguali a voi, ma simili, almeno come due piatti di una bilancia. Come due strade parallele, ma vicine, una di fianco all’altra che si completano e si sostengono attorno allo stesso fulcro.

Per essere davvero dalla parte delle donne, bisogna riuscire prima di tutto ad amare bene gli uomini, conoscere e ri-conoscere il vostro fragile universo, fatto di grandi braccia e voci tonanti… Tutte cose dietro alle quali si nascondono animi feriti da suturare.

Vorrei ricordare a tutti gli “uomini che odiano le donne”, che chi li ha messi al mondo era proprio una donna, ecco perché forse una donna, anche se “femminista” (con tutto quello poi che può significare un’etichetta del genere) o simpatizzante tale, non potrà mai davvero odiare un uomo.

Tante donne, vorrei ricordarlo, sono diventate “femministe” o hanno sposato questa causa perché non hanno ricevuto dagli uomini l’amore che meritavano, così hanno iniziato a prenderselo da sole.

Ricordatevi, cari “uomini che odiano le donne”, che fareste sempre bene, quando ricevete un torto da una donna (per carità può sempre capitare, veniamo da Venere, ma, si sa, le divinità sono un po’ capricciose!) a chiedervi prima se siete stati forse parchi di carezze e dolcezze che magari erano necessarie.

Gli equilibri sono sempre molto difficili da mantenere e basta un piccolo sgarbo, una piccola parola a sbilanciare uno dei due piatti, basta capire quale e talvolta, se è il caso, chiedere scusa con gentilezza per evitare di arrivare a situazioni irreparabili.

 

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2 comments

  1. Flavio · febbraio 7, 2014

    Tra i tanti blog che seguo posso annunciare ufficialmente che ci sarà anche il tuo!
    Brava, Clara!
    Flavio

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