Festina lente… Via col tempo.

Mi capitò di incontrarlo davvero per caso.

Stavo lisciavo la massa umida, quando mi sembrò di veder baluginare qualcosa…

Era stato forse uno scintillio casuale?

Un guizzo di luce passato per la coda dell’occhio?

O stavo avendo l’esatto presentimento?

Sgranai gli occhi e li zoommai sul filo incriminato…

Ebbene, avevo visto giusto!

Stava iniziando a fare buio, proprio notte fonda, così cominciò a risuonare nelle stanze della mia mente la voce del coniglio bianco di Alice…

Me lo vedevo quasi riflesso allo specchio, che mi lasciava penzolare sotto al naso il suo orologio da tasca quasi fosse il ciondolino da ipnosi e mi gridava “è tardi, è tardi!!!”

Il mio impulso immediato fu quello della mano pronta a recidere il filo (o a breve mi ritroverò come il BIANCOniglio, pensai), ma poi un altro impulso, uguale e contrario al primo, mi fece desistere.

Perché mai tagliarlo? Era uno, solo e innocuo, che male poteva fare se a stento si distingueva…

A reciderlo, avrei potuto fare la parte di Atropo che con le sue cesoie disponeva della vita o della morte di un essere umano.

E se poi, tagliando quel primo, ne fossero cresciuti altri?

Mi dissi “meglio non sfidare l’attendibilità di vox populi e fole di millenaria memoria, lascerò che il tempo scelga il suo ritmo. Chissà che non sia una piccola allucinazione da stress o un inganno della luce di questo posto”.

E poi la vita va mescidata e shakerata ad un certo punto! Così, scacciai il Bianconiglio dallo specchio e ricordai a me stessa che, al bisogno, avrei sempre potuto ritinteggiare!

tempus-fugit-sic-carpe-diem-2

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2 comments

  1. ancorase · febbraio 24, 2014

    Succede sempre così: il primo segno incrina una certezza, lo togliamo di mezzo per ripristinarla, ma serve solo a illudersi. Proviamo allora a dare un colore più appropriato all’esistenza, quello che si adatta meglio, il colore del trucco, della finzione, dell’inganno. Col tempo diveniamo sepolcri anneriti (sempre meglio che sepolcri imbiancati). Poi, un giorno, la verità bussa alla tua porta e per uno strano incantesimo la lasci entrare, la ospiti senza più resisterle. E’ qui che comincia la vita (se te ne rimane). Grazie per lo spunto. Si.

    • biancalba · febbraio 25, 2014

      Grazie, che parole stupende! E soprattutto si sente che sono il risultato di una gran bella riflessione maturata… Grazie, credo sia il più bel commento su questo blog finora! Io ho sempre pensato che la vita potesse ripartire a qualsiasi età e che la felicità non sia poi un’idea così utopica!

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