"Improvvisazione 26" di Vasily Kandinsky, 1912

Jam session /on

Image: “Improvvisazione 26” di Vasily Kandinsky

Certe jam session sono segreti di felicità a breve termine!

Certa musica improvvisata lì per lì, su due piedi, che esca perfetta così come la si sta facendo per la prima volta, resta comunque unica.  Si potrà provare a rifarla uguale, ma con tutto lo zelo e l’impegno possibili, non verrà mai identica a prima.

L’improvvisazione è, di per sé, sempre irripetibile e acquista un valore immenso proprio per quel suo essere, letteralmente, una tantum*!

Tanti pezzi, passati poi alla storia, sono nati dalla registrazione (a volte pure casuale) di un’improvvisazione eccellente che andava conservata a tutti i costi.

Il grande spettacolo nel cielo dei Pink Floyd è uno di questi, ad esempio. La voce femminile che sentite aveva del tutto improvvisato, giocandosi la seconda occasione che il gruppo le aveva accordato (dopo una prima registrazione non proprio soddisfacente)…   Ancora oggi non esiste al mondo una sola eco di quella Clare Torry in “The great gig in the sky”!

Perciò, pur  essendo io, per indole, una Sregolata… Una delle mie pochissime certezze, voglio scriverla qui.

 Piccola regola per la vita, IMPROVVISATE!

…SEMPRE.

 

 

 

*ebbene sì, dobbiamo sfatare un comunissimo errore linguistico. “Una tantum”  non vuol dire “una volta ogni tanto”, ma “una volta soltanto”! Una e mai più.

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