Abbattiamo i muri

È uscita da giorni e l’hai ascoltata più volte, prima notando il testo e pesando le parole, un po’ da pseudo-intellettuale che filosofeggia su temi universali, poi misurando la bellezza degli arrangiamenti (quindi in entrambi i casi con un po’ di saccenza).

Però ti è piaciuta subito, l’hai canticchiata e amata al primo “l’amore non esiste”. Ti sei ritrovata nei pensieri crudamente realisti di è un cliché di situazioni o è un assetto societario in conflitto d’interesse.

Plaudi all’effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente e al più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli.

Poi ti capita, così, si fa per dire (a chi non capita), di vedere foto di fidanzati sulla tua bacheca di facebook e di stupirti per quello che provi… Ci sei passata, è capitato pure a te ed è finita, perciò no, non provi invidia, ma ti fai un po’ schifo perché ti ritrovi a provare pena per questi due poveretti che non sanno ancora che finirà anche per loro o che, se pure continuerà, presto inizieranno a scrivere *t amo. Sì, senza apostrofo rosa. Sempre che non lo facciano già adesso, passando di corsa sulla tastiera del touch…

Ma la tristezza infinita non è solo per quello che è capitato a te, perché nel bene o nel male magari quello che ti capita un po’ te lo meriti anche, e, chissà, stai solo attraversando una fase imposta dalla nemesi … Parlo soprattutto di chi ti sta intorno, di chi di delusioni ne ha collezionate tante da aver bisogno di archivi più grandi. O di chi quella specie di ideale prefigurato nei desideri, quella proiezione di amore alla fine inesistente, non lo ha nemmeno sfiorato.

Parlo di chi un po’ di amore lo meriterebbe e invece non gli arriva mai!

Allora ti capita una sera in cui ne hai veramente fin sopra i capelli. Ripensi anche al tuo ennesimo buco nell’acqua e all’ulteriore svilente chiacchierata con chi spera di ricavare solo un po’ di “amore” (ai più astuti lascio il compito di saper distinguere quando intendo eros e quando àgape). Così il mondo si spegne. Qualsiasi voglia svanisce, mentre aspetti il prossimo passo, personale o lavorativo per i più fortunati, che ti ricaricherà le batterie.

Ebbene io poco fa ne avevo fin sopra i capelli, così seguendo il flusso della mia dissertazione, poi anche condivisa con qualcuno, ho trovato che questa canzone ad hoc dovesse chiudere la nottata… Anche perché vuoi mettere il tuo trio preferito che corrobora la tua tesi? Avevo deciso che la cosa migliore che avrei fatto sarebbe stata andare a dormire, ma almeno avrei dormito con la coscienza pulita! Mi sarei detta, prima di contare le pecore: ecco, lo vedi? Non sei tu inaridita,è  l’amore che non esiste.

Poi parte il video e, chissà perché, stavolta non ci trovi più tanta crudezza! Da 1 minuto e 6 secondi in poi il tuo cuore ha iniziato a battere e non ha più smesso! Eppure non era mica la prima volta che lo guardavo. Bel guaio adesso, come farò a dormire col batticuore?!

Beh, quasi quasi ci scrivo un post.

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One comment

  1. a.g · settembre 6, 2014

    Ribellione statistica Clara, ribellione statistica. L’entropia è cinica, beffarda, non guarda in faccia nessuno. È capace di metterti l’amore ad un passo da te, per un attimo, adeguatamente protetto da inutili schermi sociali come se non bastasse. E l’attimo dopo separarvi per sempre. Trovare l’amore è vincere ai dadi con la sorte. Con in piu il problema che non sei nemmeno totalmente certa della vittoria.

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