L’esordio è (quasi) tutto.

C’è qualcosa di nuovo o piuttosto rinnovato, non so… Ma vorrei tanto scriverlo.

Ho scritto già abbastanza per oggi. Di altro, certo, forse poco, forse male, ma ho scritto. E avrei voglia di farlo ancora.

Allora…

(No, non mi piace proprio per iniziare, non sarebbe correlato a nulla se non ai miei pensieri pregressi a questo post… Ma un lettore non capirebbe.)

Così…

(No neppure questo va bene, “così”… Poi dovrei spiegare il come.)

Dunque oggi…

(Oddio, no! “Dunque” è conclusivo, non da incipit… Bocciato.)

Insomma oggi ho…

(Pessimo pure questo: conclusivo anch’esso e poi rispecchierebbe un approccio troppo impaziente!)

Ci rinuncio!

Va bene scrivere in modo semplice, ma almeno fa’ che sia pure il modo corretto!

Adesso sto ricordando, tra le altre cose, che ieri si è conclusa la settimana dedicata alla grammatica.

Che bella donna è la nostra lingua italiana, eppure troppo spesso ho permesso a me stessa di violentarla!

Quante volte l’avrò stuprata con parole inutili, quanto avrò abusato delle sue eccezioni, quanti campi avrò deflorato?

Una donna tanto elegante e seducente, un po’ mediatrice, un po’ provocatrice andrebbe comunque celebrata ogni giorno, non una sola settimana…

Avevo, sì, voglia di scrivere quello che sento, ma a questo punto sono sicura che mi riuscirebbe male,peggio di altre pagine che, se rileggessi, probabilmente vorrei cancellare.

Mi riuscirebbe malissimo.

E se inciampo?

Photo by  ©Mimo Khair 

 

Ho sempre pensato:

Dal più difficile al più facile

Dalla pesantezza alla leggerezza

Dalla serietà alla banalità

Dall’antico al moderno

Dalla classica all’hip hop

Dalla strada più lunga alla scorciatoia.

 

Ho sempre pensato che questo fosse, se non facile, almeno possibile… Raro il viceversa.

Com’era? Ah, sì… “Senza la base, scordatevi le altezze!”

Ma siamo umani… E sulla strada più lunga la probabilità di inciampare è più alta.