Un paese strano

Viviamo in un paese maledetto… Quello delle contraddizioni.

Ché se ti stendi per terra in strada a guardare le stelle dal basso, spuntano le forze dell’ordine, dal nulla, a preoccuparsi per la tua incolumità. Ma se cammini per una strada buia, in piena notte, e uno ti pedina, nessuno ti protegge. Però poi in una cella possono cercarti l’anima a forza di botte fino a pestarti a morte.

Ché se tutto va bene, puoi spacciare quanto vuoi, mi accendo una sigaretta mentre ti faccio il terzo grado e poi ti lascio andare, ma se qualcosa va storto sei tu straniero (con la laurea da programmatore informatico) a pagarne il conto.

Il paese in cui “oh povero straniero che arriva a Lampedusa con la speranza di cercar lavoro” e poi “sai oggi sull’autobus c’erano i controllori… Per un pelo non hanno fatto la multa a un extracomunitario! Indossava una felpa… Stava vestito meglio di me… E io pago!!! ”

Un paese strano il nostro…

Non sforzarti di capirlo, basta immaginarlo!

Cit.

PER QUESTO, NELLE SITUAZIONI DIFFICILI S’ADDICE OSSERVARE

UN ESSERE UMANO, E IN SITUAZIONI NEGATIVE CONOSCERE DAVVERO CHI È:

PERCHÉ ALLORA, INFINE, DAL PROFONDO DEL PETTO SI TRAGGONO

VERE PAROLE: SI STRAPPA LA MASCHERA, RESTA LA VERITÀ.

 

LUCREZIO

De rerum natura 3, 55-8

(Traduzione a cura di Guido Milanese)