Scoprire o imparare?

A volte penso che in tutte le scuole si dovrebbe insegnare anche un po’ di diritto. Tante belle nozioni imboccate… e poi? Il panico!
Panico davanti alla novità di dover stipulare un qualsiasi contratto: telefonico, lavorativo, locativo… E poi le tasse, le bollette, le raccomandate e i certificati (voglio pensare solo a quelli di identità o di nascita, gli altri lasciamoli fuori)… A un certo punto la vita te li pone davanti e ti trova impreparato. Bene che vada, si studia un po’ di educazione civica fino alla scuola media, ma perché non si insegna a essere un buon cittadino (facendo la differenziata e pagando i servizi di cui si usufruisce)? Forse perché la realtà insegnerà che vince il più furbo, non il più corretto. Che se non pensi a proteggere i tuoi interessi, gli altri faranno i conti a modo loro. Ogni tanto penso che arrivare a trent’anni senza sapere cosa sia un lavoro vero, potrebbe comprometterti anche al livello caratteriale, col rischio di arrivare a quaranta rendendoti conto che non puoi accendere un mutuo (né sapresti come farlo), che non sai come si apra una partita iva, né cosa sia un fondo pensionistico (per il quale ovviamente non hai mai versato contributi). A volte penso che le vere gabbie siano le campane di vetro create dai genitori apprensivi e troppo premurosi, da professori che ti mettono ansia con moniti tipo “ah! Vedrete poi quando sarete adulti…” Beh allora perché non mi dai un consiglio pratico piuttosto che generare solo ansia? Se qualcuno ti insegnasse un po’ di più a vivere, potresti abbandonare prima eventuali paure, quelle che generano l’incompatibilità alla vita pratica. Probabilmente sono solo arrabbiata con me stessa, sì oggi gira un po’ così, forse è solo un altro dei miei pensieri storti; la responsabilità alla fine è solo la propria, quando non ci si dà una mossa. Solo un’ultima cosa: se è vero che scoprire è meglio di imparare, vorrei aggiungere una postilla… Cerchiamo di scoprire solo la bellezza, per il marcio facciamoci trovare preparati. Meno male almeno che qualcuno sceglie ancora di abbandonare il nido a diciannove anni. Perché prima lo abbandoni (soprattutto al livello economico) e prima impari a volare. E poi dicono che gli animali non insegnano nulla…

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