Ricostruire

Photo by Hossein Zare

 

La grande bellezza è quando tutto inizia ad avere un senso,

e quel senso riesci a coglierlo.

La consapevolezza è vedere che sulle fondamenta gettate

si può costruire bene,

che si può cambiare studi ed essere felici di continuare a imparare.

Per questo si può e si deve sempre ripartire,

perché, è vero, scalare montagne è più bello

di congratularsi per le discese.

 

La grande amarezza però è capire che per il “noi” non puoi combattere da solo

né basta scalare montagne o ripartire da capo.

A volte per due non basta costruire,

bisogna ri-costruire e da solo, spesso, non ce la fai.

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L’arte salva.

Photo by Brooke Shaden

Non so da quanto esattamente scrivo su queste pagine – sì lo so, non sono carta, ma mi piace immaginare che lo siano – ma qui ho sempre trattato di quasi tutto e anche abbastanza malamente. Per me l’approccio generalista e il taglio eterogeneo erano in molti momenti estremamente necessari. Gli unici punti fermi sin dall’inizio sono stati tre e, per puro caso, iniziano tutti con la R. Ricerca. Resilienza. Resistenza. (Volendo anche Rinascita). E a pensarci bene, convergono tutti verso un unico punto: la Felicità.

Ora antropologia, sociologia e simili, potrebbero dare a questo punto un tono più impegnato alla semplicità dei miei “pensieri storti“, ma dopo anni di studi umanistici, si impara che anche le questioni più alte ruotano attorno a pochi banalissimi punti. Felicità, libertà, benessere fisico e mentale sono in cima da sempre.

Quando ho aperto questo blog, ho iniziato con tutti i migliori auspici, creando le migliori congiunture perché dare spazio alla propria fantasia alimenta la speranza che è uno dei più grandi piaceri concessi all’uomo. Quando ho iniziato beh, allora quella capacità l’avevo un po’ perduta, come la speranza.

Invece felicità e speranza si possono e si devono sempre ritrovare; tenacia, costanza e impegno sono ingredienti necessari per farlo.

Per me la speranza è vedere una luce e capire che è la tua, sentire che finalmente appartieni a te stesso, quando il giudizio di nessun altro varrà più del tuo, ma è anche raccontare a un amico che, dopo mesi di insonnia, crolli stanco la sera, dopo aver portato a termine un lavoro che ti piace.

È riuscire a svegliarsi presto la mattina – senza le cispe agli occhi – non perché suona la sveglia, non perché qualcuno ti butta giù dal letto, ma perché hai un impegno che ti allieterà la giornata. È capire che non puoi aspettare l’alba con la testa sul cuscino, perché il sogno spesso è vivere la vita.

E quando ti sembra non ci sia più nulla da fare, è proprio allora che devi fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche un grande errore, se necessario (magari una sola volta e magari poi dovrai faticare il doppio per dimostrare che vali).

Quando senti di essere in gabbia non ti resta che aggrapparti a quell’unica cosa che sai fare davvero o che perlomeno ti viene spontanea per natura. E se questa cosa è la scrittura, apri pure un blog per dire al mondo che esisti. Che puoi anche tu essere utile a qualcosa, perché, è vero, i fatti non si fanno “a parole”, ma si possono fare anche “con le parole”. E se questa cosa invece è la musica, grida pure che l’arte salva! perché può portare fuori l’umanità ormai sopita di molti. Arte non è solo quella che vedi, ascolti o leggi, è prima di tutto l’uomo che l’ha creata, presso di lui troverai sempre ciò che fa al caso tuo. Nella sua storia troverai la tua storia, nei suoi pensieri i tuoi pensieri, nelle sue emozioni le tue emozioni.

L’arte ti insegnerà che l’equilibrio non è nella stasi perfetta ma nel movimento continuo, nel sapere che ciò che fa bene all’essere umano è proprio questo perenne andare, anche se poi ci si lamenta di non giungere mai al traguardo… La parola “fine” in certi momenti della propria vita non ha nulla di buono e bisogna ripeterselo più volte.

La Felicità non so quanto duri (e va tenuta stretta), ma alla sua ricerca continueremo ad andare e il bello è che è bello così e non c’è nulla da aggiungere. La sfida vera è tenerla sempre a portata di mano, ma non chiedetemi come si fa perché ci sto ancora lavorando e ne avrò ancora per molto.

Ad avere sempre più domande che risposte ci si annoia di meno.

Parola di Biancalba